Soggetti diversi hanno differente suscettibilità al mal di montagna. Per alcuni soggetti i sintomi iniziano a comparire al di sopra dei 1500 m s.l.m. Diete ad alto contenuto di carboidrati possono fornire un sollievo sintomatologico. I carboidrati sono in grado di garantire un apporto di energia ed ossigeno maggiore di quanto non facciano i lipidi. La velocità di ascensione, l'altitudine raggiunta, l'entità dell'attività fisica ad alta quota e la suscettibilità individuale sono tutti fattori che contribuiscono all'incidenza e alla severità del mal di montagna.
La cefalea è solitamente il primo sintomo del mal di montagna. Quando si associa a uno dei seguenti sintomi:
- Anoressia (perdita di appetito),
- Nausea o vomito
- Fatica o astenia
- Vertigini o senso di stordimento
- Insonnia
- Irritabilità
deve subito indurre a sospettare la diagnosi.
Una volta superati i 3.000 metri la gran parte degli scaltori e degli escursionisti d'alta quota seguono la "regola aurea" - cammina/scala in alto, dormi in basso. L'acetazolamide può aiutare alcune persone nel velocizzare il processo di acclimatamento e può trattare casi lievi di mal di montagna. Anche bere molta acqua aiuta nell'acclimatamento, per sostituire i fluidi persi attraverso la respirazione più pesante. È talvolta possibile controllare un lieve mal di montagna prendendo volontariamente dieci o dodici ampi e rapidi respiri ogni cinque minuti. Se ciò viene strafatto, si può espellere troppa anidride carbonica provocando un formicolio alle estremità del corpo.
Se non siete mai stati sopra i 3000 metri fate un salto dal dottore e chiedete lumi.
